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Uu blog di tutte le sezioni senza immagini
Infradito e carriera PDF Stampa E-mail
Scritto da Admin   
martedì 12 settembre 2006
"NEW YORK (Reuters) - Sempre più donne indossano le infradito in ufficio d'estate, ma i guru dello stile Usa ammoniscono che questo genere di calzature -- che una volta si vedevano solo in spiaggia -- potrebbero danneggiare la carriera, oltre che i piedi.

Lauren Cardinale, 25 anni, che lavora alla West Glen Communications, è fra quelle che indossano le infradito in ufficio.

"Occasionalmente le metto al lavoro", spiega . "Indosso scarpe più eleganti se devo incontrare clienti o se so che c'è qualcuno in ufficio che non approva le infradito".

Cardinale è una delle migliaia di giovani a New York che considera ormai le cosiddette "flip-flop" come una parte essenziale del proprio guardaroba estivo.

Un sondaggio online condotto dai marchi Old Navy e Gap ha scoperto che le infradito sono in cima alla lista del guardaroba che le studentesse americane contano di indossare quest'estate.

Oltre il 31% delle donne sostiene che le flip-flop sono un "must" anche su lavoro.

Ma molte società non sono d'accordo.

"Il dress code non consente abbigliamento da spiaggia e le infradito sono considerate abbigliamento da spiaggia", spiega una portavoce di BNP Paribas.

I guru dello stile sostengono che le flip-flop, indossate soprattutto dalle più giovani, potrebbero danneggiare una carriera.

"Le scarpe rappresentano la stato d'animo di una donna. Indossare flip-flop significa che ti senti rilassato e in vacanza. Non è un buon messaggio in ufficio", dice Meghan Cleary, scrittrice del libro "The Perfect Fit: What Your Shoes Say About You."

I medici sostengono che a risentirne non è solo la carriera.

I dottori dell'American College of Foot and Ankle Surgeons spiegano che le flip-flops sono legate ad un crescente numero di problemi al tallone tra adolescenti e giovani.

"Osserviamo dolori al tallone in pazienti tra i 15 e i 25 anni, un gruppo che di solito non ha problemi", ha detto la portavoce Marybeth Crane in una recente dichiarazione, spiegando che le infradito hanno una suola sottile che non supporta l'arco plantare e che può accentuare qualsiasi biomeccanismo anormale nel movimento del piede, che può portare a dolore e infiammazioni.

Belinda Goldsmith"

 



L'altro giorno ho trovato questo articolo su internet...

Che dire?!?

Io adoro le infradito. Una volta le trovavo scomode, ma negli ultimi anni me ne sono innamorata.

Ne ho di tutti i colori: verdi con le paillettes, nere con i tacchi, azzurre metallizzate, argento e altre ancora. Fino all'anno scorso ne avevo anche un paio rosse che adoravo, ma si sono rotte. E' la vita, bisogna andare avanti...

Anche nella società in cui lavoro le infradito sono un taboo, ma secondo me è una grossa cavolata.

Camminare più comodi, vuol dire anche lavorare di più, no?!?!

Il mal di piedi mette di malumore e non predispone certo agli straordinari...

D'altra parte è anche vero che un paio di decolleté con i tacchi a spillo o un paio di sandali da capogiro in un mondo di uomini rendono la vita "un pochino più semplice"...

E io adoro rendermi la vita più semplice...

Però adoro anche fare quello che mi pare e se mi dicono che non posso fare una cosa impazzisco finché non ottengo ciò che voglio.

E' per questo che in questo preciso momento ho deciso che d'ora in poi coalizzerò le donne del mio ufficio per riuscire ad ottenere la dispensa per le infradito.

E poi... ma vi rendete conto che nell'articolo sopra citato a fare i maestri di stile sono degli americani?!?! Quelli che viaggiano con le babbucce e mettono le scarpe da tennis anche con il tailleur?!?!
Torniamo alla realtà e facciamogli vedere che quando lo stile è innato anche un bel paio di ciabatte possono essere eleganti. E, diciamoci la verità, qui lo stile non lo si impara a scuola o sui giornali, qui lo stile lo si assorbe con il latte da bambini...

Ps: Non che me ne importi più di tanto, visto che comunque faccio ugualmente quello che mi pare, ma se le infradito fanno male ai talloni, i tacchi alla schiena e le scarpe da tennis alla traspirazione, secondo i più grandi luminari del mondo come dobbiamo andare in giro?!?!?

 
Le quattro stagioni PDF Stampa E-mail
Scritto da Admin   
martedì 12 settembre 2006

Dicono che non esistono più le mezze stagioni e nemmeno le stagioni, se è per quello! Forse hanno ragione, tuttavia questo non giustifica la mancanza nel proprio armadio di almeno un paio di scarpe legate a doppio filo a un determinato periodo dell'anno, alle care e vecchie Stagioni, appunto.

Ci sono stili e look immortali e, se anche le stagioni scompariranno, questi, almeno  per quanto mi riguarda, resisteranno in eterno..

PRIMAVERA: 

Sbocciano i fiori, tornano le rondini e la gente ha voglia di colore. E' il 21 marzo e fuori c'è il sole, spalanchi la finestra e senti quel leggero tepore che ti accarezza la pelle e che ti entra in circolo nel sangue risvegliando tutte quelle emozioni che il lungo inverno aveva mandato in letargo. Resti lì per un po' semplicemente a respirare in silenzio, ad occhi chiusi, con il sorriso stampato sulle labbra e poi decidi che hai voglia di uscire, anzi, che devi assolutamente uscire!

Corri di là in cerca della scala o ti arrampichi affannosamente cercando quello scatolone in cui alcuni mesi prima avevi a rinchiuso tutta quella roba che aveva dovuto sloggiare dall'armadio per far posto ai voluminosi maglioni invernali. Niente musica nello stereo, preferisci ascoltare i rumori che provengono dalla strada. Poco dopo, malconcio, ma soddisfatto, lo apri trepidante e inizi a rovistare in cerca di qualcosa da indossare, trovi presto vecchi cimeli/stracci a cui sai che non rinunceresti mai e interessanti novità che neanche ti ricordavi di avere.

Presto, eccole lì, le chanel colorate acquistate l'anno prima (rosa nel mio caso). Le osservi divertita, solo qualche giorno prima l'idea di indossare qualcosa che non fosse nero o quasi non ti sarebbe nemmeno passata per l'anticamera del cervello. Ma hai poco tempo, devi uscire! Rovisti ancora nelle scatole e in un attimo sei per strada, chanel ai piedi ancora pallidi, maglia in tinta alle scarpe, jeans scampanati e occhiali da sole. Non importa dove vai, l'importante è la gente che passa e ti sorride, gli uccellini che cantano e quella meravigliosa sensazione sulla pelle...

Come si fa a dire che non esiste più la primavera?

ESTATE: 

Esci dalla doccia e ti siedi davanti all'enorme specchio di uno scintillante bagno di un elegante bungalow di un costosissimo albergo sul mare dall'altra parte del mondo. I capelli sono avvolti in un asciugamano bianchissimo come l'accappatoio gigante e morbidissimo che ti scivola delle spalle arrossate. L'intera giornata a poltrire in spiaggia tra romanzi, pisolini e piña colada forse non è stata una grande idea... magari avresti dovuto partecipare a quel torneo di beach volley... Torni a fissare lo specchio con aria di sufficienza, oramai sei arrivata a mentire perfino a te stessa... tu e il beach volley nella stessa frase?!?!? Ma quando mai!?!?! Ti stiracchi e sbadigli. Guardati! Ti stanchi solo a pensarlo.... Domani ti farai fare un massaggio, deciso.

Scosti un po' l'accappatoio e ti esamini la pelle. Sei ancora un po' rossa, ma almeno questa volta non ti sei ustionata. E' già un buon risultato... Quando tornerai a casa, sarai perfetta, tutte le altre streghe dell'ufficio moriranno di gelosia!!! Sogghigni come un genio del male e ti volti in cerca di quello che indosserai per la serata. Finché sei ancora lì, infatti, perché non tenersi in forma consumando nell'invidia le streghe che sono in vacanza lì?!? 

Ti spalmi con attenzione la crema su tutto il corpo, ha un buon profumo e fa risaltare l'abbronzatura. Sogghigni ancora della tua perfidia , non è mai abbastanza....  Lasci cadere a terra svogliata l'accappatoio e inizi a vestirti. D'estate è notevolmente più facile e veloce... Togli dall'armadio quel favoloso vestitino acquistato giusto giusto prima di partire. Spalline fini, scollatura a V, cade morbido sul corpo fino una spanna sopra le ginocchia, bianco come la neve. Al collo ti allacci una finissima catenina in oro bianco uguale agli orecchini e al bracciale. I capelli raccolti in una semplice acconciatura restano bagnati, tanto, con il caldo che fa fuori dalla stanza, si asciugheranno in un attimo. Torni a guardarti allo specchio sei abbastanza soddisfatta, ma manca ancora il tocco finale. Ti lasci cadere sul letto, rovisti con una mano ai piedi del comodino e con tutta la soddisfazione del mondo sollevi, tenendoli per i lunghissimi lacci di raso i tuoi sandali nuovi candidi come il vestito. 

Ci metti un po' per allacciarli, la pelle unta di crema scivola a contatto con il raso, e poi non sei ancora esperta, ma alla fine, a lavoro compiuto, la soddisfazione, devi ammetterlo, è almeno doppia... Così, senza dire una parola afferri la borsetta e ti incammini verso la porta e verso una serata che, né sei più che sicura, ti riserverà un mucchio di soddisfazioni.

AUTUNNO:

Finalmente è sabato pomeriggio basta con l'ufficio, abbiamo ricominciato a lavorare da poco più di un mese e sembra già una vita...  Al diavolo i tacchi, ti guardi allo specchio e sembri tua nonna: decollétté nere, classiche e lineari, gonna a tubo poco sopra il ginocchio, camicia bianca, giacca del completo, capelli raccolti e occhiali sul naso. Ti riguardi allo specchio un'altra volta... niente male per essere una nonna... ottimo stacco di gambe, sedere rotondo e niente pancia. Complimenti... sei stanca, annoiata, ma una vera strafiga. Non è che in ufficio ti avranno assunto per solo per quello?!?

Al diavolo, resti comunque troppo giovane per vivere così! 

Fuori gli alberi del viale si sono tinti di rosso e le foglie hanno invaso tutta la strada, in centro ci sono i negozi aperti e tu finalmente hai un po' di tempo per te! Apri l'armadio e sai già cosa cercare: calze pesanti colorate o fantasia, dolcevita in tinta (a me piace quello verde marcio), minigonna di jeans e come tocco finale quei vecchi stivali neri con le stringe alti fino al ginocchio. Torni davanti allo specchio, hai dieci anni di meno e ti senti più libera e più felice. Due belle trecce ti ricadono sul decollétté fermate con dei laccetti colorati. Ti cali sulla testa un berretto, ti infili un piumino sbracciato, ti avvolgi intorno al collo una sciarpa lunghissima e sei pronta per lanciarti tra la folla del centro il sabato pomeriggio come hai fatto per una vita e come continuerai a fare ancora per tanto, tantissimo tempo! Che provino ad impedirtelo...

INVERNO:

Accidenti, sei in ritardo, un'altra volta... Le lancette dell'orologio corrono come delle indemoniate e tu sei ancora in mutande e reggiseno e cosa ancora peggiore non sai cosa metterti... Dai un'occhiata dalla finestra alle intenzioni dell'inclemente cielo invernale... Non promette niente di buono... E se si mettesse a nevicare?!?! Non hai alcuna intenzione di congelare in un paio di gelide decolleté fuori da uno squallido locale aspettando di entrare, né tanto meno di uscire bardata come un palombaro per non prenderti un polmonite... La soluzione a questo punto è solo una... rovisti nella scarpiera, scaffale in basso, colpo sicuro... ed eccoli lì, lucidi e fedeli come sempre... Tutto in un attimo diventa chiarissimo e le lancette tornano a girare alla consueta velocità.

Calze di nylon nere, come il top e la minigonna, come i guanti, la sciarpa e il cappotto lungo con il collo di pelliccia, come quegli stivali al ginocchio con il tacco alto e le cerniere a lato, caldi ed eleganti, sexy quanto basta per far girare tutti gli uomini del locale, sobri quanto basta per poter negare che sia colpa tua. 

Ed eccoti lì, un filo di trucco, qualche gioiello luccicante e sei pronta per un gran serata in discoteca, nera come la notte, ma come il cielo più buio intarsiato di stelle di strass.

Un bacio allo specchio e il citofono suona.

Tempismo perfetto.

 
Premessa PDF Stampa E-mail
Scritto da Admin   
martedì 12 settembre 2006

...Abbiamo fatto l'amore e mi hai detto "ah mi dispiace" mi hai lanciato una scarpa col tacco e poi abbiamo fatto pace, abbiam rifatto l'amore  e ti è piaciuto un sacco e dopo un po' mi hai lanciato la solita scarpa col tacco, gridandomi di andare e non tornare più, io ho fatto finta di uscire e tu hai acceso la tv, e mentre un comico faceva ridere io ti ho sentito che piangevi e allora son tornato ma tanto già lo sapevi, che tornavo da te senza niente da dire, senza tante parole, ma con in mano un raggio di sole per te...(*)

Chissà se anch'io gliel'avrei tirata la scarpa col tacco?!? Beh, forse si... anzi probabilmente sì... ma quale? Quella nera con i tacchi alti e la punta lunghissima o quelle bianche con la fibbia di strass, oppure quelle nuove azzurre come la maglietta con le farfalle? No... ci mancherebbe solo che le rovinassi, con quello che le ho pagate!!! magari quei vecchi sandali di vernice... no, ci sono troppo affezionata, quante ne ho passate con quelli ai piedi... Potrei sempre lanciargli i vecchi anfibi dei bei tempi d'oro dell'adolescenza, anche se con quelli  rischierei di mandarlo al pronto soccorso...

....

Non è possibile...ho nell'armadio quasi un centinaio di paia di scarpe di tutte le forme e i colori e non ne trovo un paio da poter lanciare...

Ci sono troppo legata...

Uffa... vabbè, vorrà dire che gli lancerò un libro... magari l'abajour?

...

Dite che l'abajour è troppo?Ok, andrà bene il libro...

 

 

 

(*) "Un raggio di sole" Jovanotti.

 
A ballare con le amiche seconda parte PDF Stampa E-mail
Scritto da Admin   
sabato 12 agosto 2006

A ballare con le amiche

Parte seconda al Bar

Scendiamo dall'auto nel parcheggio e già qualcuno fischia, sorridiamo facendo finta di non aver sentito e ci dirigiamo chiacchierando del più e del meno verso l'entrata.

Ingresso trionfale, ovviamente. Tutti, o quasi, si voltano per salutarci o per sorriderci. Alcuni sono amici, per quel che riguarda gli altri, invece, seppur molti li riconosca, di pochissimi ricordo il nome. Fortuna che gli anni di esperienza mi hanno insegnato a fingere e mentire meglio di un attrice di Hollywood e che Sammie mi sta accanto salutando tutti per nome. Ha una memoria di ferro quella ragazza, come diavolo fa?!?!?

Ordiniamo da bere, ma al  momento di pagare scopriamo che ha offerto la casa, meglio così...

Ci separiamo e ognuna trova qualcuno con cui chiacchierare. Vecchi amici, nuove conoscenze, ex colleghi di lavoro...

Un altro cocktail e un altro giro di giostra, ancora qualcuno che te lo offre. La musica sale, la gente è sempre di più e lo spazio sempre di meno. Le risate, gli sguardi, le proposte per la serata e non solo piovono e tu rispondi a tutti con un semplice ed enigmatico sorriso.

Quando il climax è al massimo, la gente troppa, il caldo insopportabile e i giovanotti che hanno alzato un po' il gomito iniziano a diventare ingestibili è il momento di levare le tende.

Un giro per il locale e la ciurma è recuperata. Un altro giro per salutare e per declinare gentilmente ogni invito.

-Questa sera sole donne, mi dispiace... magari la prossima volta...-

-Dove andate? Ci vediamo lì?-

-Ecco, perfetto, ci vediamo lì! Io scappo che mi aspettano, ciao ciao!-

-A dopo allora... Hei, ma lì dove?!?!?!-

Troppo tardi, è mezzanotte e come per ogni Cenerentola che si rispetti è il momento di scappare correndo.

Ultimo aggiornamento ( martedì 12 settembre 2006 )
 
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