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Uu blog di tutte le sezioni senza immagini
Fortuna??? PDF Stampa E-mail
Scritto da Isabella   
martedì 27 novembre 2007
Fortuna ?!?!?!?
 
So che centra poco o niente con le scarpe ma questa ve la dovevo raccontare…
 
Ok, sono ancora qui alla Malpensa, sta volta davanti agli arrivi. La mia bella macchinina è rimasta a casa, in box: ho dovuto prendere il catorcio di Alex la cui unica utilità sociale è che ha quattro posti; pare infatti che dobbiamo accompagnare a casa anche il rospo del suo collega.
Non so che fare, così mentre attendo ascoltando la radio, immagino il bel regalo che mi attende: alti fino al ginocchio, neri, pelle, lucidi, tacco fine da otto o dieci centimetri, cerniera a lato. Perfetti. Non possono che esserlo, anche nella taglia. Li ha provati Alex e da che siamo venute al mondo (praticamente insieme, anche se io sono più giovane di un paio di mesi) abbiamo la stessa taglia.
E ci assomigliamo anche molto, per lo meno nell’aspetto fisico (le nostre madri sono gemelle praticamente identiche), non nel carattere, ovviamente: lei è una rompiscatole io no. 
Ad un certo punto eccola spuntare dalla porta a vetri mano nella mano con un fusto da capogiro!
Ma che?!?!?
Scendo dall’auto e mi fiondo verso di loro.
-Ciao Alex, come è andata?-
-Bene- mi sorride.
-Non mi presenti il tuo nuovo amico?-
-Max, lei è Isabella, mia cugina.-
-Incantato.- Bella stretta e splendido sorriso.
-Wow, complimenti! Scusa ma come hai fatto a liberarti del, come lo chiamavi, “bellimbusto, più vanitoso, arrogante e testardo che il mondo abbia mai concepito”?-
-In carne ed ossa per servirla- Non ci credo che lo abbia detto davvero… Alex è completamente fucsia e lui trattiene a stento una risata davanti alla mia faccia scioccata.
-E tu sei la cugina vanitosa, superficiale e irritante, giusto?-
Alex è sempre più rossa e io non posso fare a meno che scoppiargli a ridere in faccia.
-Credo proprio di sì…- riprendo fiato e continuo –Così superficiale, che è ben disposta a perdonare la cugina noiosa, imbranata e rompiscatole se si è ricordata il suo regalo!-
A quel punto anche Alex si unisce alla risata generale e mi allunga il pacchetto che tiene tra le mani.
-Sapevo quanto eri ansiosa, non li ho nemmeno messi in valigia.-
E così che la mia cara cuginetta, non solo ha “vinto” un favoloso viaggio nella Grande Mela, ma ci ha guadagnato pure un ragazzo favoloso e stranamente simpatico (visto i suoi soliti gusti…) e io due paia di favolosi stivali! Si è sbilanciata e me ne ha comprati anche un paio stile country…
Adoro la mia cuginetta!!!
 
Ps: se qualcuno di voi si è chiesto perché ho messo il “vinto” tra virgolette nell’ultima parte è semplicemente perché alla fine si scoperto che quel “caro ragazzo” di Max aveva architettato tutto fin dall’inizio. Pare infatti che la mia cara cuginetta sia stata l’unica ad avergli dato il due di picche in ufficio e ad averlo così punto nell’orgoglio di sciupafemmine, finendo così per rimanere incastrato nella propria rete…
 
 
 
Fortuna sfacciata!!!! PDF Stampa E-mail
Scritto da Isabella   
martedì 27 novembre 2007
Fortuna sfacciata!!!!
 
Ora sto per raccontarvi una storia: non ci crederete, ma ve la racconto lo stesso.
L’altro ieri ho accompagnato mia cugina all’aeroporto. Ha vinto con non so che concorso una vacanza per due persone di una settimana a New York. Quando le fortune capitano tutte agli altri…
Già. Tuttavia il suo “problema” era che tale biglietto vincente era stato acquistato come resto di una colazione al bar sotto l’ufficio indivisa tra lei e un suo collega: ovvero “il bellimbusto, più vanitoso, arrogante e testardo che il mondo abbia mai concepito” a suo dire. Pare testardo almeno quanto lei, visto che nessuno dei due ha rinunciato alla sua parte di premio, tanto da ritrovarsi, pur di fare un dispetto all’altro, a partire insieme.
L’altra mattina, accompagnandola a Malpensa la povera Alex era una furia: scombinata per la levataccia, innervosita dalla compagnia, furibonda perché la suddetta “compagnia” non rispondeva al telefono, in ritardo perenne. 
Stranamente nemmeno le mia manovre tattiche per aggirare il traffico del mattino parevano calmarla, anzi… (Ma chi è che ha segnalato così male lo svincolo sulla nord?!?!?? Non che abbia sbagliato strada…)
Tuttavia alla fine sono riuscita a scaricarla davanti alle partenze internazionali in tempo, guadagnandomi la promessa di un bellissimo regalo direttamente da un negozio della quinta strada.
Spero abbia capito, in fondo ho passato tutto il tragitto a dirle che avevo visto su una rivista un paio di stivali favolosi di Kenneth Cole (www.kennethcole.com). Non che mi piaccia in particolare il suo stile (ho dato un occhio in internet) ma gli stivali non sono male.
Oppure potrebbe comprarmi un bel paio di stivali da cow boy, in fondo è in America, no?!?!? Resto sempre dell’idea che le scarpe migliori le facciano in Italia, ma visto che ha vinto la vacanza qualche centinaia di dollari (magari è un po’ troppo…) per un bel regalo alla tua unica cugina li può anche spendere, non trovate?!?
Credo che il mugugno poco convinto prima di sbattermi la portiera in faccia fosse un “sì”.
 
 
Tacchi e Moto... PDF Stampa E-mail
Scritto da Isabella   
venerdì 16 novembre 2007
Tacchi e moto
 
Pessima idea.
Qualunque altro commento che farò è comunque superfluo…
Ieri in ufficio è successa una cosa: il capo ha chiamato me e un mio collega nel suo ufficio.
-Quello di domani è un incontro importante, mi raccomando questo cliente è uno dei più grossi della nostra società, non provate a deludermi, chiaro!?!?- 
Cristallino…
-Perfetto. Vi aspetta domani mattina alle otto e trenta in punto nel suo ufficio in via Manzoni. Siate puntuali.-
Niente di più facile…
Qualcuno di voi ha mai provato ad avventurarsi nel traffico di Milano a quell’ora?!?!?
Una volta ho accennato ad uno dei gironi dell’Inferno Dantesco, be’ questo né è un altro…
Appena fuori dalla porta il mio collega deve aver intercettato il mio sguardo terrorizzato.
Credo non ci volesse molto per leggermi in volto la scenetta che si stava svolgendo nel mio cervello:
-         Partenza alle cinque, occhiaie e capelli in cui mi sono dimenticata almeno un paio di bigodini, senza considerare i colori scelti a caso dall’armadio.
-         Coda chilometrica, condita di esaurimento nervoso e ripasso di tutte le parolacce dimenticate dall’adolescenza. Unico punto a favore: mi guardo nello specchietto cercando di fare una linguaccia a quello dietro di me, mi spavento e mi trucco/pettino in maniera semi degna, sperando che il finto spettinato vada ancora…
-         Un’ora almeno di improperi per trovare qualcosa si simile a un parcheggio.
-         Occhi sbarrati e mascella a terra davanti ai dieci centimetri di marciapiede sopra i quali lascerei il parafango da almeno 3 zeri…
-         Arrivo all’appuntamento con almeno 20 minuti di ritardo, capelli scomposti, aria trafelata e umore nero.
Ed ecco la risposta a tutti i miei problemi:
-Se vuoi possiamo andare in moto. Passo da te alle otto meno un quarto. Ok?-
-Perfetto- rispondo senza pensare.
-Allora a domani. Io vado. –
-…ok…-
Non è ancora entrato nell’ascensore che iniziano come funghi a spuntarmi nella testa una miriade di dubbi: e io cosa metto?!?!?
Ovviamente completo elegante, ovviamente niente gonna e quindi niente stivali, e qui già si limitano le possibilità. Si limitano di brutto le possibilità!!!
Ricordo di avere ancora da qualche parte un completo scuro a pantalone comprato l’anno scorso in centro, ma se non sbaglio necessita i tacchi alti, molto alti…
Se teniamo conto che oramai è inverno, non posso certo mettere i sandali… quindi vai di decolleté, classiche e lisce, di pelle, scure.
E fu così che passai la sera rovistando tra gli armadi in cerca di qualcosa che mi desse una parvenza di eleganza e che fosse abbastanza comodo di essere indossato in moto.
Per non parlare del cappotto…
 
Ok, parliamoci chiaro: quaranta minuti in moto, con un casco enorme, che sbatacchia con la mia testa dentro a destra e sinistra, in avanti e indietro, i tacchi alti e le scarpe a punta che non agevolano certo la presa sui pedalini, l’aria gelida che entra attraverso i pantaloni e le calze leggere che non fanno certo molto contro il freddo, non sono la “soluzione” per arrivare impeccabile ad un appuntamento di lavoro…
 
Ve lo posso assicurare per esperienza personale…
 
 
 
Finalmente ancora al mare... PDF Stampa E-mail
Scritto da Isabella   
giovedì 20 settembre 2007

Finalmente ancora al mare

Non ne vedevo l'ora finalmente la mia settimana di vacanza al caldo di qualche isola dei mari del "sud"...

Adoro le offerte vacanze fuori stagione e adoro la mia possibilità di prendermi una settimana di vacanza "fuori stagione".

Lo sciacquio delle onde sotto la mia sdraio, il sole che sembra tramontare meno lontano che a Milano, è come essere in paradiso!

Sono alcuni anni che mi dedico una vacanza del genere e credo sia un'abitudine che manterrò anche in futuro. Sto bene in compagnia, non sono certo quello che si possa definire un'asociale, tuttavia rimanere da sola a pensare, dormire e prendere il sole senza nessuno che "mi rompe le scatole" (si può dire) mi piace, mi piace da matti!!!

E poi posso fare quello che voglio senza correre il rischio di venir giudicata da qualcuno...

Ed è a dir poco fantastico!!!

Tuttavia per ora mi godo il sole e questa pina colada ripensando ai "vecchi tempi"...

Come quella volta che sono andata in campeggio con Laura: una tragedia montare la tenda... Mi sembra ancora di sentirla, quando io pestavo i piedi davanti alla hall dell'unico albergo ancora disponibile: -Tranquilla, vuoi che non ci sia qualche baldo giovanotto che ci aiuti a montare 'sta cosa?!?!?-

Certo che c'erano, era pieno di "baldi giovanotti", peccato però che fossero tutti più impediti di noi a montare "queste cose"!!!! Non credevo che alla fine sarei riuscita a farcela da sola e prima dei famosi "baldi giovani"...

Ammetto, una grossa soddisfazione!!! Tuttavia i nostri grandi propositi di "vacanza itinerante" finirono lì, in quel campeggio in una luuunga vacanza di mare...

Imparata la lezione, il capodanno successivo mi fiondai con Susy ai Caraibi: salsa, merengue, pina colada e Cuba libre, sinceramente non ricordo molto di quella settimana... a parte il salasso in agenzia di viaggi...

E poi ci fu Londra prenatalizia con Cri, in gita culturale... Che freeeeeddddo!!!! Tuttavia mi sono innamorata delle luci di Natale a Covent Garden. E dei negozi di Covent Garden, ovviamente...

L'anno dopo finimmo tutte insieme in Grecia. Quella si che fu una vacanza da ricordare!!!

Magari un giorno lo farò, ne frattempo continuo a godermi il sole.

Buon lavoro!

 

 
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